Medico e confidente

By Arianna Casali 1 month ago
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Medico e confidente

Medico e confidente, così migliora l’aderenza alle terapie

“Aderenza” è un termine usato per descrivere la misura in cui un paziente si attiene alle istruzioni o alle raccomandazioni fornite da un operatore sanitario in riferimento a un certo disturbo[1].
La scarsa aderenza alla cura rappresenta quindi un abbandono precoce e inopportuno del trattamento. I motivi possono essere diversi: il timore di eventuali effetti collaterali dei farmaci, un miglioramento dei sintomi (legato all’assunzione del farmaco) che porta a sospendere troppo presto la terapia, a volte una scarsa comprensione relativa alla necessità di seguire la terapia in modo continuativo o ancora la complessità della cura, con troppi farmaci da assumere ogni giorno.

Come evitare che ciò accada?

Innanzitutto è di fondamentale importanza che tra medico e paziente ci sia un dialogo costante, che consenta al paziente di comprendere a fondo la natura e le conseguenze dell’ipertensione, motivandolo a seguire le indicazioni del proprio medico.
L’importanza della comunicazione tra medico e paziente è nota da decenni ma non è ancora ottimale.

Riporre la fiducia nel proprio medico

Da un lato è importante che il paziente conosca la propria condizione e sia collaborativo nella gestione della cura, rivolgendosi con fiducia al medico per dissolvere ogni dubbio o timore. Ad esempio, sono ancora pochi i pazienti che si sottopongono all’automonitoraggio domiciliare della pressione oppure che, pur facendolo, comunicano tali risultati al proprio medico curante.

Pianificare un trattamento efficace

Dall’altro lato è necessario che il personale sanitario metta in campo strategie efficaci per ridurre l’abbandono precoce dei trattamenti da parte del paziente.
Una ricerca australiana, l’“Hypertension Adherence Program in Pharmacy”[2], ha riscontrato maggiore aderenza con un pacchetto di intervento guidato che comprendeva: il monitoraggio della pressione arteriosa, la formazione dei pazienti sull’automisurazione, interviste motivazionali, una revisione di efficienza del farmaco e promemoria di ripetizione della prescrizione.

L’importanza della comunicazione

Dal punto di vista della comunicazione sarebbe ottimale[3], per quanto riguarda il medico:

  • esprimere empatia;
  • trattare il paziente come un partner nelle decisioni di gestione;
  • valutare le aspettative del paziente sul trattamento e motivarlo;
  • discutere le conseguenze dell’eventuale mancata aderenza.

Per ciò che concerne il paziente, quest’ultimo dovrebbe:

  • chiedere informazioni rispetto alle opzioni di trattamento;
  • concordare con il medico un iniziale piano di intervento;
  • verificare eventuali effetti collaterali della terapia;
  • comprendere a fondo i rischi e i benefici del trattamento e di una sua interruzione.

Fonti:

1) J. Rick Turner, Patient and Physician Adherence in Hypertension Management, Journal of Clinical Hypertension, 2013, Volume 15, Issue 7: 447-452.

2) Stewart K, George J, Mc Namara KP, et al., A multifaceted pharmacist intervention to improve antihypertensive adherence: a cluster-randomized, controlled trial (HAPPy trial), J Clin Pharm Ther 2014; 39(5): 527-34.

3) National Heart Foundation of Australia, Guideline for the diagnosis and management of hypertension in adults – 2016, Melbourne: National Heart Foundation of Australia, 2016.

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