L’ipertensione è donna dopo la menopausa

By Arianna Casali 2 years agoNo Comments
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L’ipertensione è donna dopo la menopausa

Ipertensione e menopausa

Gli uomini sono più ipertesi delle donne? E’ un falso mito e, oggi, la metà degli ipertesi è di sesso femminile. Tuttavia, se tra i 55 e i 74 anni la probabilità di soffrire di ipertensione arteriosa è pressoché uguale nei due sessi, dopo i 75 anni di età sono proprio le donne a essere più ipertese dei coetanei maschi [1].

Le cause non sono chiare ma sembra che l’uso di contraccettivi orali, la gravidanza e la menopausa possano influire sull’oscillazione dei valori pressori nel tempo [2].

Sì alla pillola contraccettiva ma con cautela

I contraccettivi orali sono farmaci sicuri. Alcuni studi, però, hanno dimostrato che nel 5% delle giovani donne l’uso della pillola, soprattutto se di ‘vecchia generazione’ e ad alto dosaggio di estrogeni, può far aumentare la pressione arteriosa (3).

Nella maggior parte dei casi, questo effetto non deve mettere in allarme, è solo temporaneo e la pressione tende a tornare entro i valori di sicurezza quando si smette di prendere la pillola anticoncezionale.

Tuttavia, l’impatto dei contraccettivi orali su un aumentato rischio di ipertensione non va sottovalutato.

Per questo, si raccomanda di:

1. consultare il medico prima di iniziare la terapia contraccettiva ed evitare il ‘fai-da-te

2. misurare la pressione almeno ogni sei mesi quando di assumono contraccettivi orali

3. eliminare altri fattori di rischio per l’ipertensione, come sovrappeso e fumo

Adottare queste precauzioni per un uso sicuro e consapevole della pillola anticoncezionale è soprattutto importante dopo i 35 anni di età, quando il rischio di ipertensione e malattia cardiovascolare comincia ad aumentare.

Inoltre i medici sconsigliano l’uso della pillola a donne con pressione alta o che già soffrono di ipertensione, indipendemente dall’età.

Pressione sotto controllo in gravidanza

movimento pelvico eserciziLa gravidanza è fonte di stress per l’intero organismo che si trova ad affrontare grandi cambiamenti, e anche la pressione del sangue può risentirne.

Per questo, è frequente il manifestarsi di ipertensione gestionale, definita da una ‘massima’ superiore a 140 mmHg e una ‘minima’ oltre i 90 mmHg in almeno due misurazioni consecutive a distanza di 6 ore una dall’altra [4]. Questa forma di ipertensione si manifesta nel 6-17% delle donne alla prima gravidanza, compare dopo la 20ma settimana di gestazione e, in genere, si risolve entro 3 mesi dal parto.

Anche se si tratta di un disturbo temporaneo, è bene tenere la pressione arteriosa monitorata durante i nove mesi di gravidanza perché l’ipertensione può peggiorare, con conseguenze sulla salute della mamma e del nascituro.
In alcuni casi, l’ipertensione in gravidanza può essere un sintomo di preeclampsia, un disturbo anche severo che richiede l’adozione di misure specifiche per ogni caso. Le donne a rischio di preeclampsia sono sottoposte a controlli ambulatoriali ogni tre settimane prima della 32ma settimana e ogni due settimane dalla 32ma settimana fino al termine [4].

In caso di ipertensione preesistente o gestazionale, il ricorso ai farmaci ipertensivi non è sconsigliato ma deve essere attentamente valutato dal medico curante.

Il rischio aumenta dopo la menopausa

menopausa e ipertensioneLa pressione arteriosa tende ad aumentare gradualmente con l’età, e questo è particolarmente evidente nel sesso femminile. Le donne in menopausa, infatti, hanno il doppio della probabilità di soffrire di ipertensione rispetto alle donne ancora in età fertile [5]. Questo significa, quindi, che anche una donna che ha sempre avuto valori di pressione nella norma può andare incontro a una lieve ipertensione nella terza età.

Anche se le cause non sono note, sembra che gli ormoni femminili giochino un ruolo cruciale sulla pressione del sangue. Molti studi, infatti, hanno ipotizzato un effetto protettivo degli estrogeni sulla salute cardiovascolare nelle giovani donne [6]. Di conseguenza, il ‘crollo’degli ormoni femminili in menopausa annullerebbe questa protezione, con esito negativo anche sulla pressione arteriosa. Inoltre, la menopausa è spesso associata all’accumulo di chili di troppo e sovrappeso, un importante fattore di rischio per l’ipertensione.

Questo andamento fisiologico non deve allarmare, ma non può nemmeno essere sottovalutato. L’aumento della pressione arteriosa, ad esempio, deve essere tenuto in considerazione nella scelta della terapia ormonale sostitutiva per attutire i sintomi della menopausa. Più in generale, l’ipertensione dopo la menopausa deve essere adeguatamente monitorata ed eventualmente trattata con farmaci anti-ipertensivi quando il rischio di un suo peggioramento è considerato alto. Ad oggi, però, l’aderenza alle raccomandazioni del medico è ancora bassa e due terzi delle donne anziane ipertese non raggiungono il controllo ottimale della pressione [5].

Fonti:

1) S. Wassertheil-Smoller et al. Hypertension and Its Treatment in Postmenopausal Women Baseline Data from the Women’s Health Initiative. Hypertension. 2000;36:780-789

2) American Heart Association. High blood pressure and Women. http://www.heart.org/HEARTORG/Conditions/HighBloodPressure/UnderstandYourRiskforHighBloodPressure/High-Blood-Pressure-and-Women_UCM_301867…

3) European Society of Cardiology. 2013 ESH/ESC Guidelines for the management of arterial hypertension.
European Heart Journal (2013) 34, 2159–2219

4) Associazione Italiana Preeclampsia. Linee guida per il management dell’ipertensione in gravidanza. Editeam. 2007.

5)P. Igho Pemu and E. Ofili. Hypertension in Women: Part I. Clin Hypertens (Greenwich). 2008 May ; 10(5): 406–410

6) H. Gudmundsdottir et al. Hypertension in women: latest findings and clinical implications. Ther Adv Chronic Dis. (2012) 3(3) 137-146

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